Tipi tosti dei fumetti alla porto-le-mutande-rosse-sopra-la-tuta-blu. Solo fottutissime superchicche

Ovvero, Ben Templesmith, Steve Niles, Warren Ellis, tonnellate di caffeina e miliardi di siga.

30 giorni di notte - vol. 1 


Ridare una dignità ai vampiri. L’impresa che riescono a fare Niles e Templesmith è questa. 
Il primo inventandosi una storia perfetta, un posto in Alaska dove il sole non sorge per 30 giorni, in mezzo al nulla, pronta per diventare un banchetto prelibato per le creature mostruose. Il secondo mette su carta e il suo stile schizzato e frenetico rende al meglio quei mostri che ultimamente avevamo visto innamorarsi di belle ragazze e darsi alla cucina vegetariana.
Il finale che non ti aspetti condisce il tutto alla perfezione, i cattivi per una volta fanno davvero paura.

Crimini macabri. Una storia di Cal McDonald 

Trenta e qualcosa anni fa il DNA di Richard Matheson e Raymond Chandler devono essersi inevitabilmente incrociati, quello che ne è venuto fuori è l’autore di questo volume, Steve Niles, conosciuto ai più per quel capolavoro che è ‘30 Giorni di Notte’.
Niles riesce nell’intento di creare un mondo con atmosfere da film noir, oscure ed evocative, pullulante di mostri e altre bestiacce immonde. Al centro di questo vero e proprio inferno ci piazza Cal McDonald. Questo tipo vive per sfondare a calci il fondoschiena delle bestie.
Per chi non lo conosce farò un breve riassunto: Mr. McDonald è una stracazzuta combinazione di Sam Spade, Steve McQueen e Charles Bukowski, tutti rollati in un unico pacchetto allucinato-fastidioso-spaccapalle e da “Non ti do un cazzo, fanculo”.
Questo tipo fa sembrare i normali, ordinari, tipi tosti dei fumetti alla porto-le-mutande-rosse-sopra-la-tuta-blu come una di quelle fottutissime superchicche.
Il mio consiglio, dopo aver ascoltato queste parole, un po’ mie un po’ di Mr.Rob Zombie, è quello di alzare il culo dal divano o dal computer e volare a comprare questo capolavoro, perchè Niles è giunto a noi e ha reso i fumetti di nuovo fichi.
Ah si, quasi dimenticavo. Il tutto illustrato da Ben Templesmith, un fottuto eroe.

Wormwood Cadavere e Gentiluomo. La vita, la birra e tutto quanto 

Parte con un omaggio a Douglas Adams questo volume, scritto diretto e interpretato dall’ immenso Ben Templesmith. 
Quattro capitoli e un’ introduzione tutti da gustare. Una grande ondata di demoni tentacolari tra dagli interstizi tra i mondi. Leprecauni che assomigliano a cani arrabbiati, bastardi e ruttanti. Demoniache spogliarelliste che gestiscono le porte dell’ inferno in un locale pubblico; un robot costruito a mano con le fattezze di un membro dei ZZ Top. E capo di tutti lui, Wormwood, un verme senziente che risiede nelle cavità oculari di un cadavere ben vestito dai toni gentili.
Ah si, e un fottio di armi da fuoco gigantesche.
Un fumetto senza senso, dove succede tutto il contrario di tutto, disegnato splendidamente e interpretato anche meglio. Menzione d’onore per la spiegazione in fondo al fumetto di come Templesmith realizza le tavole, partendo dal disegno a mano, passando poi al computer e aggiungendo livelli di dettaglio con Photoshop, il tutto documentato con lo stesso disegno step by step.
Insomma questo volume mi è proprio piaciuto, strano e folle al punto giusto, spassoso e da leggere tutto d’un fiato.

Fell – vol. 1 

‘Distretto di polizia di Moon Street. Dove Snowtown finge di avere una forza di polizia.’ 
Tre detective e mezzo, uno è senza gambe. In questa mefistofelica realtà viene catapultato Rich Fell.
Quattro casi da risolvere, una lucida e appassionata autopsia della disperazione umana.
Un hard-boiled affilato come la lama di un bisturi, duro come un calcio nei denti, nero come il peccato.
Bramavamo da mesi questo primo volume di Fell scritto da Warren Ellis e disegnato dall’ immenso Ben Templesmith, a mani basse il mio illustratore preferito. E l’attesa ha pagato.
Le quattro storie, per quanto brevi e a volte sbrigative dipingono una critica alla società d’oggi, caratterizzata da personaggi che vanno ben oltre il concetto di follia.
Interessantissimo inoltre a fine volume l’intervento di Ellis che spiega come è nato questo volume e come le storie, purtroppo, siano eventi realmente accaduti.
Templesmith è al meglio e disegna con una lucidità e precisione che raramente avevo visto in altri suoi volumi. Il protagonista si ama dalla prima pagina, la suora con le fattezze di Nixon un po’ meno.

Fell – vol. 2 

Volume 2. Ci ho messo circa un anno per trovarlo, reperito alla fine in un negozio in Puglia e fatto spedire in tempo zero. Non credevo ai miei occhi. Warren Ellis e Ben Templesmith, di nuovo. Quattro storie, sedici pagine l’una, di nuovo. Altro capolavoro, di nuovo. Rich Fell e la città di Snowtown, l’inferno in terra, che racchiude storie basate su fatti reali come ci ribadisce Ellis alla fine. Quattro istantanee che fotografano la follia umana in maniera disturbante e deviata. Il duo ci sguazza a meraviglia, Ellis con la prosa tagliente, Templesmith con disegni che catturano alla perfezione l’attimo. Rich Fell è tornato, c’è solo da levarsi il cappello e applaudire.


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